venerdì 25 gennaio 2013

Disegno con la Luce... da Gp Magazine

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“La fotografia è la proiezione di un’idea”, affermava Tiziano Terzani… Concordo in parte. La fotografia non deve essere programmata, ossia lo scatto, quell’attimo che fai clic. Non sarà mai il risultato di un progetto. Quel attimo è la somma di occhio, cuore ed emozione. Cerco un punto di contatto, una fusione, uno scambio di energie.
La macchina fotografica è uno strumento semplice, anche il più stupido può usarla, la sfida consiste nel creare attraverso di essa quella combinazione tra verità e bellezza chiamata arte. E’ una ricerca soprattutto spirituale. Cerco verità e bellezza nella trasparenza d’una foglia d’autunno, nella forma perfetta di una chiocciola sulla spiaggia, nella curva d’una schiena femminile, nella consistenza d’un vecchio tronco d’albero e anche in altre sfuggenti forme della realtà. / Isabel Allende, Ritratto in seppia, 2001

Considerando che la felicità è un attimo che fugge, una condizione momentanea, sarebbe stupendo poterla afferrare o fermare semplicemente. L’unico modo che conosco oltre al ricordo, ma questo non è palpabile ed è completamente personale e si esaurisce con noi… non è affidabile, perché la nostra mente lo cambia , lo plasma a suo piacimento. A parte questo, fortunatamente esiste la macchina fotografica, che molte volte viene dimenticata in un angolo di un armadio. Con questa “scatola magica”, soffiate via la polvere e cercate di fermare il tempo, un sorriso, un’emozione, un’esperienza, un ricordo, una vita… diamo in quel attimo un sapore di eternità. Cercate il più bello, tentate di fermare un attimo di gioia che altrimenti sarebbe destinato a scomparire. Detto questo, mi risulta alquanto facile ed allo stesso tempo impossibile parlare di fotografia. Essa ha un’innata valenza magica, di non detto, di mistero… di enfatico. Un momento unico, dove le forme, le trasparenze, le ombre, la luce, i sentimenti e le scansioni del tempo si fondono in un puro gioco, dando forma a qualcosa di unico e personale,nel senso che ogni spettatore la leggerà, la sentirà in modo personalizzato, che muterà ogni secondo dipendendo dal loro singolo stato d’animo.

Per me, che mi considero più che una fotografa, la testimone di un attimo che fugge, vivo una frenesia tale che cerco di catturare i secondi in modo da fermarli tutti, rubarli tutti, ogni millesimo di secondo è un’espressione differente, un intera esperienza, visto che la mente del soggetto fotografato non si ferma, anzi è mutevole e con questa corrisponde un ‘espressione diversa …una persona diversa ed io desidero catturarle tutte, impossessarmi di tutte dando un linguaggio ad ogni singolo pensiero… offrendo una sorta di eternità a questi scatti. Ogni volta che faccio clic fondo il mio occhio col cuore, la mente. E’ un rapporto fisico e mentale che mi dona una profonda gratificazione, non razionale… Perché in quel momento, la realtà viene filtrata dal mio stato d’animo ed il risultato può essere opinabile , può piacere o può essere anche criticato… ma l’importante è fermare… bloccare quel attimo che altrimenti sarebbe sprecato… L'importante quindi, è fermare il tempo che svanisce... e lo faccio con la mia mano, col mio occhio, col mio cuore, che si fondono con la mia macchina fotografica ed il mio terzo occhio, l’obbiettivo, che altro non è che un prolungamento del mio ...

Come dice Susan Sontag ,”fotografare significa appropriarsi della cosa che si fotografa. Significa stabilire con il mondo una relazione particolare che dà una sensazione di conoscenza, e quindi di potere”.


E’ così che disegno con la luce.... cerco i suoi tratti, la sua intensità, il flusso giusto del colore, il suo calore... il tutto per donare una voce personale, emozione all'immagine... una vita... uno sguardo che probabilmente, quasi sicuramente vivrà per l'eternità... questo cerco... cerco... cerco...continuamente.

Adriana Soares



Francesco Baccini e Giuseppe Zeno by ph. Adriana Soares

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